Turismo odontoiatrico? Ahiahiahiahi…

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Venerdì era in appuntamento da me una persona che voleva il preventivo per due impianti; aveva in mano una radiografia fatta in Slovenia e mi ha detto che lì gli impianti costano troppo.

Come per un automobile, quando se ne desidera una è importante sapere cosa si desidera e l’uso che se ne fa.
Abbiamo iniziato a parlare della sua situazione attuale, delle sue aspettative e della salute generale della sua bocca.
All’estero è ben difficile poter valutare diverse alternative e capire bene rischi e benefici delle varie soluzioni, anche per un problema di lingua.
Una volta capito che il problema da risolvere era più complesso che mettere un paio di impianti e basta, tra le soluzioni alternative ne abbiamo scelto una che per un prezzo del 10% più alto di quello estero ripristinava la salute di cinque denti invece che solo di due, con una prospettiva di durata enormemente più alta ed il 66% di denti curati in più!!
Sfatato con soddisfazione il mito estero dei prezzi bassi, dall’analisi della radiografia ho fatto notare che c’erano delle infezioni alla base di alcuni denti.
A questo punto la sorpresa: i denti erano quelli sotto un ponte finito due mesi prima presso la stessa struttura estera.
La persona mi ha raccontato che in una seduta erano state fatte le devitalizzazioni e prese le impronte, e nella seduta successiva è stato messo il ponte definitivo.
Fin qua niente di strano; con un’adeguata pianificazione una cosa simile è possibile pure nel mio studio, ma il prezzo che era stato pagato, apparentemente basso, comprendeva:
A) – devitalizzazioni non eseguite a regola d’arte
In questa immagine si vedono i denti che sostengono il ponte, che appare bianco in radiografia grazie alla sua struttura metallica di supporto. Appaiono bianchi tutti i materiali artificiali, mentre le zone più scure sono meno dense.
Nel nostro corpo sono presenti zone di diversa densità, normali nella testa che è formata da ossa cave.
Parlando di denti ci interessa focalizzare l’attenzione sulle zone di diversa densità in loro corrispondenza.
Nella radiografia si può vedere che solo tre denti su cinque presentano delle zone bianche (“cemento”) internamente al canale, e solo sull’ultimo di sinistra il materiale usato riempie il dente.
Nella stessa radiografia ho evidenziato con l’animazione ed un aumento del contrasto delle macchie scure (infezioni) in corrispondenza degli apici (le punte delle radici). Queste infezioni non fanno male subito, ma i germi trasportati dal sangue possono raggiungere strutture delicate come cuore e polmoni e generare infezioni secondarie; non parliamo poi dei problemi a lungo termine (ascessi).
In Italia gli standard sono diversi, ed un livello di qualità del genere non è tollerato nemmeno per un medico fresco di laurea.
B) – ponte realizzato in lega non preziosa e resina
Questo è il lavoro più economico esistente per tre motivi:
  1. la lega non preziosa, anche se molto economica, di solito viene evitata perché in una certa percentuale di soggetti provoca fenomeni allergici.
  2. la resina (plastica) con il tempo tende a trattenere placca e sostanze coloranti (teniamo presente che il ponte è stato installato in un fumatore); è un materiale “morbido” che col tempo tende a consumarsi creando problemi alla masticazione o peggio a scheggiarsi. E’ lo stesso materiale con cui in Italia si fanno i provvisori.
  3. Dalla foto si evidenzia che è stato realizzato con un unico colore. Un dente naturale ha delle zone colorate e delle trasparenze, per cui si usano almeno tre strati di diverso colore in ceramica. Meno strati = meno lavoro = minore costo!
Considerato il valore del lavoro effettuato, il prezzo pagato è più elevato di quello che si sarebbe pagato in Italia ad uno studente universitario per un ponte provvisorio.
Quando ho chiesto al malcapitato se almeno le cure fossero in garanzia, si è messo le mani nei capelli in maniera molto eloquente.
Considerato che i costi vivi all’estero (personale, materiali, tasse…) sono molto inferiori, posso solo fare i complimenti al collega che con due sedute ha incassato una cifra tale da pagarsi lo studio per un mese, con la compiacenza di una persona convinta di aver risparmiato, che dovrà rifare il lavoro appena terminato.
Morale: non tutto quello che è bianco è fatto bene…

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