Una delle mie foto sul Gazzettino

Ascesa_ed_oblio/oblio.jpg Lunedì 15 maggio è apparsa una delle mie foto sul Gazzettino NordEst, in occasione della mostra per Primo Carnera, pubblicata anche sul catalogo.


L’elaborazione fotografica ritrae la scultura “Ascesa ed Oblio” dello scultore Carlo Condello, mio vicino di casa.

Per ottenere questo bel risultato, ho iniziato ovviamente con le foto della scultura (qui sotto Condello che sorregge la parte superiore)

Ascesa_ed_oblio/particolare.jpg

Un sostegno di fortuna per tenere in equilibrio la parte inferiore

Ascesa_ed_oblio/ghiaia.jpg

Un dettaglio del bel viso

Ascesa_ed_oblio/bozzetto.jpg

Da queste prime foto ho effettuato lo scontorno ed ho iniziato a montarle insieme a questa foto della ghiaia del giardino.

Ascesa_ed_oblio/cielo.jpg

Ecco il primo bozzetto in cui ho sfruttato le regole della composizione fotografica per le sculture e l’orizzonte.

Ascesa_ed_oblio/finale.jpg

Per rendere la composizione meno astratta, ho recuperato una vecchia foto fatta alla palma del mio giardino (questa posso tranquillamente mentire e spacciarla per una foto fatta ai mari del Sud)

Dalla foto ho ritagliato ed ingrandito una sezione di cielo, alla fine ho aggiunto l’ombra alla parte inferiore, sfumato l’orizzonte, bilanciato le sculture in modo che la luce le rendesse plastiche e luminose al tempo stesso, ed ecco l’opera completata.

Unico rammarico: il mio nome non è comparso neanche nel catalogo edito appositamente per la mostra, ho imparato che si deve mettere la firma direttamente sulla foto, e spero di ricordarmelo ogni volta.

Riporto di seguito la descrizione della magnifica scultura:

Installazione: Ascesa ed Oblìo
Tecnica: vetroresina
Anno: 2006
Dimensioni: h 210 cm (figura intera) h.110 cm (gambe)
Autore: Carlo Condello
Foto: Rodolfo Zarli

La scultura nasce dal tema della mostra dedicata a Primo Carnera.
L’artista ha voluto sottolineare i momenti culminanti della carriera di Carnera, ovvero l’ascesa al titolo mondiale, simboleggiata dalla ragazza leggera, fluttuante, che si eleva nella sua eterità.

La sua espressione con lo sguardo socchiuso ci fa gustare il piacere che sta provando mentre si inebria del sapore del successo.

La parte inferiore dell’installazione, infilzata nel terreno, invece simboleggia la discesa repentina nell’oblìo, talmente rapida da cristallizzare il movimento nella stessa posa raggiunta alla fine dell’ascesa, in modo da renderne evidente la velocità della fine della sua carriera.

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