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I danni creati da un dente perso

Tutti sanno che un dente perso non rispunta più.
Ben pochi però sono coscienti dei danni che crea alla bocca la mancanza anche di un solo dente permanente.

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Questa è la bocca ideale che tutti noi vorremmo avere

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Per capire meglio cosa succede, diamo un’occhiata alle radici dei denti

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Ecco cosa succede quando un dente si ammala…

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… e poi cade!


Tutti i denti si spostano per chiudere il buco…


… ma le gengive restano al loro posto:
 cinque denti possono cadere perchè ne manca uno solo!

Morale: se il vostro dentista vi propone un costoso ponte lo fa perchè ci tiene al futuro della vostra bocca.

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La prevenzione

I cinque pilastri della prevenzione:
  1. Igiene alimentare, ovvero pasti regolari con limitazione degli zuccheri fuori pasto: siccome i germi che procurano le carie sono molto piccoli, hanno bisogno di pochissimo zucchero: per cui un caffè o una caramella equivale, dal punto di vista della cariogenicità, ad un intero tiramisù.
  2. Igiene orale, ovvero pulire bene i denti dopo ogni pasto e fare una pulizia a fondo la sera: è più importante il tempo impiegato per lo spazzolamento e la tecnica impiegata che la qualità o il tipo del dentifricio.
  3. Rafforzamento dei tessuti: a casa, massaggi gengivali (si usa lo spazzolino con un movimento a senso unico dalla gengiva verso il dente) e fluoro, dal dentista con ionoforesi di fluoro e sigillature
  4. Regolarizzazione delle arcate: significa non solo "raddrizzare i denti", ma renderli lisci e regolari, per cui bisogna lucidare periodicamente le otturazioni e sostituire i ponti e le capsule rovinate: più una superficie è liscia, più è semplice da pulire e più è difficile che si ammali.
  5. Controlli periodici: le carie ci mettono circa sei mesi per formarsi, di meno nei denti decidui e di più nelle persone anziane, per cui una media di due controlli all’anno può servire ad individuare le carie "sul nascere", quindi le cure necessarie sono più semplici e meno costose.
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I prezzi del dentista

L’Associazione Nazionale Dentisti Italiani ha promulgato il tariffario minimo nel Marzo 1999.

I minimi qui indicati sono il tetto che una prestazione non può oltrepassare, pena una inaccettabile diminuzione della qualità.

I prezzi medi sono riferiti ad un’indagine di mercato fatta nel dicembre dello stesso anno.

Questo programma è da considerarsi un gioco: sul prezzo della prestazione influisce molto il tipo (cure con lo stesso nome possono essere realizzate in vari tipi di materiali, con qualità e costi enormemente diversi) e la lavorazione necessaria, oltre che l’esperienza del professionista, che deve comunque effettuare una diagnosi accurata.

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