Archivi categoria: FAQ

In gravidanza

D: Cosa posso prendere durante la gravidanza perchè mio figlio non abbia i denti cariati da grande?
R: La prevenzione si può esercitare anche prima della nascita, ovvero durante la gravidanza. Durante questa fase della vita, l’organismo richiede un aumento del 20% delle calorie ingerite e UN AUMENTO DEL 30% DEI MINERALI (calcio, fosforo, fluoro), per cui la dieta deve essere integrata di conseguenza (the, latte, formaggi freschi, mele).
Subito dopo la nascita, è preferibile l’allattamento al seno, in quanto i minerali presenti nel latte materno sono più facilmente assorbili dall’organismo.
Le carie vengono "trasmesse" ai figli, ovvero la predisposizione alla carie è ereditata dai genitori (maggiormente dalla mamma) e persino dai nonni, comunque una "terapia" contro la carie è di indubbia importanza, specie pensando al risparmio futuro (dal 50 al 60% di carie in meno, e comunque meno gravi e meno costose da curare).
Se si decide per la prevenzione, è importante cominciarla prima possibile, quindi nel periodo prenatale, e non interromperla fino ai 14 anni per non vanificarne gli effetti positivi.
Tale terapia è sia di tipo integrativo (sali minerali), sia di tipo comportamentale: prima si insegna al bambino a giocare con lo spazzolino e meglio è, senza dimenticare che il buon esempio lo danno i genitori.

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Visite periodiche

D.: Non mi fanno male i denti, li ho forti e robusti. Perché mai dovrei andare dal dentista?
R.: Perché molte volte le carie non sono visibili, perché si sviluppano sotto un’otturazione oppure tra dente e dente e per questo motivo il dentista spesso fa delle radiografie di controllo. Molto importante è il fatto che il dentista controlla ed analizza molte altre cose, e non solo i denti. Ad esempio le gengive, le ossa della mandibola, la mucosa della bocca, la lingua, il palato, ecc. Tutte queste parti si possono ammalare, ed il dentista può aiutare a prevenirne le malattie. Un grosso problema è che troppi adulti hanno le gengive malate; ma la cosa è difficile da valutare e non fanno male finché la malattia arriva ad uno stadio molto avanzato. A questo punto spesso la situazione è troppo compromessa e salvare i denti è ormai impossibile.

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Telecamera

D.: Ho sentito che lei fa vedere il tartaro in televisione: serve solo per "far scena"?
R.: La telecamera intraorale è una delle migliori invenzioni degli ultimi anni: consente finalmente una comunicazione tra medico e cliente praticamente "alla pari":
– Durante la diagnosi: si vedono sullo schermo le lesioni esistenti dei denti e delle mucose , rendendo possibile un dialogo sul tipo e la gravità, oltre che sulla terapia necessaria. Si rende partecipe il cliente delle scelte terapeutiche, non si discute più di "quanto costa" ma di "cosa e come" curare.
– Durante la terapia: si riprende la situazione iniziale, la lesione una volta ripulita ed il risultato finale. Queste immagini rafforzano la fiducia, si vede realmente quanto è grave il problema e la complessità dei passaggi necessari.
– Durante i controlli: avendo in mano la stampa della lesione iniziale e le immagini dei vari passaggi, si ha una storia clinica visuale del dente o dei denti curati, facilitando enormemente la comprensione di successivi sviluppi o del peggioramento di lesioni esistenti.
 

 

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Sterilizzazione

D.: Ma disinfettate gli strumenti voi dentisti?
R.: Tutto lo strumentario segue un rigoroso ciclo di sterilizzazione: Appena conclusa la seduta, il materiale monouso viene gettato via, mentre gli strumenti vengono messi a bagno in un disinfettante. A fine giornata, vengono puliti e lavati, poi sigillati ad uno ad uno in una speciale busta monouso A questo punto vengono sterilizzati in autoclave (una specie di pentola a pressione) per 20 minuti a 120 gradi La busta mantiene il contenuto sterile fino a quando viene aperta di fronte al cliente.
  
Un’autoclave

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RVG

D.: Ma perchè lei fa le radiografie col computer?
R.: La radiografia digitale è una tecnologia che consente di usare al posto delle pellicole radiografiche tradizionali un sensore delle stesse dimensioni che trasforma l’immagine radiografica in una serie di numeri che vengono visualizzati come immagine e registrati da un computer. I vantaggi indiscutibili sono:
Dose di raggi X estremamente limitata (fino al 10% di una radiografia tradizionale), in quanto il digitale è più sensibile di una pellicola.

– Maggior rispetto per l’ambiente, in quanto non c’è bisogno di acidi per lo sviluppo della pellicola e non c’è dispersione di sali di metalli pesanti.

– Maggior rapidità di sviluppo: l’immagine è visibile sullo schermo pochi secondi dopo essere stata scattata.

– Possibilità di elaborazione: una volta acquisita, l’immagine può venire filtrata in modo da rivelare anche i minimi dettagli.

– Maggiore comunicazione: una radiografia di 30×40 centimetri, magari colorizzata o in 3D consente di far vedere lesioni ossee o terapie canalari molto chiaramente anche a persone con problemi di vista, al contrario di una radiografia tradizionale limitata alle dimensioni di 2×3.

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Vedete l’infezione? 
Coloriamo 
Zoom
Pseudo 3D 

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Odore di dentista

D.: Perché c’è un odore sgradevole nella sala d’aspetto del dentista ?
R.: E’ molto importante che le sale chirurgiche siano pulite e disinfettate. I dentisti vedono un gran numero di pazienti ogni giorno, ed ogni bocca contiene milioni di germi diversi. Questi germi (o microrganismi) possono causare malattie fastidiose nelle persone che lavorano ed anche ai pazienti che sono operati se gli strumenti, le sputacchiere e le superfici non fossero pulite molto bene tra un paziente ed un altro. Tutto lo strumentario medico è sterilizzato in forni speciali chiamati autoclavi che lavorano come una pentola a pressione, che sterilizza con il vapore. La poltrona, la sputacchiera e le superfici sono strofinate con disinfettanti per uccidere i germi e prevenire malattie. Sfortunatamente i disinfettanti hanno spesso un odore sgradevole.

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Odontochè?

D.: C’è differenza tra un odontoiatra ed un odontotecnico?
R.: In sintesi, l’odontoiatra è un medico, mentre l’odontotecnico è un artigiano. Ovvero, l’odontoiatra (oppure il medico o il medico dentista, figure destinate a scomparire) è un professionista laureato ed iscritto ad un albo professionale che ha studiato la cura delle malattie della persona e della bocca in particolare, mentre l’odontotecnico è un fabbricante che ha le basi teoriche per costruire protesi (apparecchi che sostituiscono i denti naturali): conosce alla perfezione la lavorazione di metalli e resine.
Le due figure sono interdipendenti l’una dall’altra, in quanto l’odontotecnico fabbrica sotto le direttive dell’odontoiatra protesi che poi applicherà l’odontoiatra: l’odontotecnico solitamente non vede nemmeno la persona a cui sono destinati e non può svolgere attività diretta di cura nei confronti dei pazienti.
La confusione tra le due figure è dovuta sia alla somiglianza dei termini sia anche al fatto che in Italia un terzo dei "dentisti" è formata da persone che non hanno preparazione medica, oltre a una grossa percentuale di medici che "delegano" la parte protesica ad un odontotecnico, facendolo intervenire direttamente sul paziente, con grandissimo danno per la salute pubblica: è un reato punibile secondo l’art.348 del codice penale.
Per evitare truffe:
– Controllare che sia esposta la Laurea e che sia della persona che ci mette le mani in bocca

– Controllare che nell’intestazione dello studio (sui preventivi e sulle fatture) sia riportato il nominativo del medico che ci sta curando.

– Diffidare dei cosiddetti "prezzi stracciati" degli operatori illegali: ormai qualunque dentista può suggerirvi una soluzione economica perfettamente alla vostra portata, con in più il vantaggio della detrazione fiscale.

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Guanti

D.: I guanti che usa il dentista puzzano, e una volta non si usavano. Perché ?
R.: A volte non ci si rende conto che l’arte odontoiatrica è in continua evoluzione ed aggiornamento. I giornali pubblicano un sacco di articoli sulla ricerca medica, ma ben pochi sull’odontoiatria. Non tanti anni fa si scoprì che molte malattie potevano essere trasmesse dalla bocca del paziente e dalla saliva alle mani del dentista. Ed anche se il dentista si lavava le mani tra un paziente e l’altro, si scoprì che alcuni microrganismi rimanevano sulle sue mani ed erano trasmessi al paziente successivo. Come risultato, si consigliò ai dentisti di usare guanti di gomma monouso per ogni paziente, proprio come i chirurghi in sala operatoria. Il dentista e l’assistente indossano occhiali e maschere protettive per impedire che minute goccioline di materiale infettivo entrino negli occhi, nel naso e nella bocca. Tutte codeste misure di sicurezza prevengono la trasmissione delle malattie da una persona all’altra.

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