Mi ricordo quando ero giovane…

L’altra sera sono stato a vedere la dimostrazione di un prodotto innovativo: una macchina per misurare il colore dei denti, e sono rimasto allibito: l’ho inventata io!

Correva l’anno 1988 e stavo preparando la mia tesi di laurea. Dovendo scegliere l’argomento, visto che ero già ammalato di informatica, ho scelto "Misurazione digitale del colore del dente".

La prima scelta era che macchina usare: sarebbe dovuto essere un qualcosa di programmabile a basso costo, tipo un PLC o qualcosa di simile.

In quegli anni i computer come li conosciamo oggi non esistevano: i PC usavano il DOS come sistema operativo, i comandi andavano scritti a mano e gli unici computer che usavano il mouse erano il primo Macintosh (con lo schermo in bianco e nero) e l’Amiga.

Da studente possedevo un Commodore 64, conoscevo alla perfezione il suo linguaggio (Assembler) ed ho trovato naturale utilizzarlo per per la tesi visto che possiede una serie di porte programmabili.

Stabilita la macchina da usare, ecco fluire le idee per le caratteristiche dell’interfaccia. A quel tempo non esisteva un sensore di colore: l’unico componente elettronico utilizzabile era la fotoresistenza (un componente che misura la luce) ma solo in bianco e nero.

Tra le varie idee (filtri strani, specchi…) alla fine ho deciso di fare la lettura illuminando il dente con luce di un colore solo.

La scelta per la luce è caduta sui LED: all’epoca esistevano solamente quelli rossi, verdi e gialli (rosso+verde) quindi ho scelto una lampadina blu da albero di Natale, un led rosso ed uno verde e poi di elaborare le letture ottenute.

L’hardware consisteva in due prese da attaccare al C64 (una alla porta joystick e l’altra alla porta parallela) che arrivavano ad una scatolina nera con un buco illuminato internamente a 45 gradi dalle luci (per evitare i riflessi) e su cui si affacciava, protetta da un tubo nero, la fotoresistenza; niente vetro per non falsare le letture.

L’unica elettronica era quella che serviva a controllare le luci con i segnali della porta parallela che forniva anche l’alimentazione, e la fotoresistenza era attaccata direttamente alla porta del joystick.

Nella costruzione della parte elettronica mi ha aiutato un grande amico: Pasquale (detto Lino) Rocco, che all’epoca stava lavorando su un progetto ambizioso: leggere il segnale GPS per fornire la posizione dei taxi di Trieste sulla mappa… ed il TomTom sarebbe uscito 20 anni dopo! Ero affascinato dalla genialità di quell’uomo, e passavo ore a parlare con lui nel suo negozio (RPE Elettronica).

La parte software è stata relativamente semplice: il programma prima richiedeva una doppia taratura (foglio bianco e poi grigio 18 fotografico), poi lettura del dente ed alla fine confronto del risultato con la scala colori Vita (la più usata).

Le letture venivano effettuate con questo sistema: prima accendo una luce, aspetto che il valore della resistenza si stabilizzi, memorizzo il valore, spengo la luce e poi ripeto per la prossima luce. Ovviamente le letture variavano con la temperatura ambiente, con lo stato di usura delle lampadine ed anche con gli sbalzi di corrente ma grazie alla doppia taratura i risultati erano molto simili per campioni dello stesso colore.

Per confrontare i valori ho trattato i numeri R,G e B come se fossero coordinate X,Y e Z e cercavo il valore più vicino nello spazio calcolando la distanza con i punti "fissi" della scala Vita.

La tesi alla fine non ha visto la luce, perché quando la mia relatrice ha realizzato che l’apparecchiatura non era solo teorica ma l’avevo costruita e funzionava, mi ha bocciato l’argomento sostenendo che era "troppo innovativo per la nostra clinica" e "suggerendomi" di fare una ricerca in letteratura sulla forma dei buchi nei denti…

Ovviamente non avevo i mezzi economici per brevettare l’idea né la possibilità di venderla a qualche azienda, per cui è rimasta sui floppy del C64 ed è stata buttata via durante l’ultimo trasloco.

Quando l’altra sera ho visto la dimostrazione della macchina sono rimasto sorpreso: la lettura viene fatta in bianco/nero ed il dente viene illuminato da tre luci in sequenza dopo aver effettuato una doppia taratura…

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